Alberto disse : "Qualcuno deve andare di là ", e Lorenzo : "Ok, andremo io e Seba " , e io : "Io ? Perché sempre io ?".
Entrammo nella siepe e ci ritrovammo in una mini-giungla , le piante rampicanti di colore Rossino ,gli alberi si innalzavano con rami spaventosi e là un motorino davanti all' ingresso completamente ricoperto di piante.
Io e Lorenzo , attraversati i rovi , vedemmo il motorino e io dissi : "Ci manca solo che il Polar Express attraversi la casa".
La casa era diroccata , trascurata, rotta ; si intravedeva appena il giallo sbiadito sulle pareti esterne, una entrata rialzata da una scalinata che portava direttamente al secondo piano, le finestre screpolate e i vetri rotti che all'interno facevano vedere solo l' oscurità.
Io e Lorenzo pensavamo che non c' era niente di cui avere paura , e quindi entrammo: grave errore, molto grave ....
Entrati , sembrava un asilo , pieno di giochi impolverati , il pavimento con buche che finivano al primo piano , i libri sugli scaffali con le pagine tutte rosicchiate.
Salimmo su una scala a chiocciola che dominava la stanza e ci ritrovammo nella stanza del riposino , niente di che, brandine sfondate , un bagno tappato.
"Bleh !" Lorenzo sollevò una coperta, e ci trovò uno scheletro ! Spaventati, riprendemmo la scala a chiocciola e salimmo ancora , fino al ripostiglio .
Sentimmo dei rumori e vedemmo due figure , erano Davide e Matteo S. , urlammo, ma poi ci riconoscemmo alla luce : avanzammo per il ripostiglio , inciampammo in un buco e cademmo al primo piano , in cucina .
Era piena di tavoli e piatti rotti erano sparsi per il pavimento , le finestre avevano sbarre di ferro , del genere prigione .
Ammaccati uscimmo e tornammo dai nostri amici .
Che avventura !
Sebastiano 5A